Ipnotica, rilassante e raffinata. La musica di Paolo Borghi, giovane musicista artigiano emiliano, trasporta il pubblico in un tunnel emozionale e distensivo. Seduto, con le gambe incrociate, le sue mani volano e saltellano sullo “hang”, uno strumento a percussioni inusuale, di cui Paolo Borghi è maestro. Lo hang è stato creato in Svizzera, nel 2000, da due artigiani di Berna (nel dialetto della città significa “mano”). È composto da due semisfere appiattite in acciaio temperato, come due scudi che uniti gli conferiscono una forma ad ufo. L’artista emiliano ne possiede tre diverse versioni, differenti per tonalità e data di costruzione.
L’hang player ha partecipato per quattro anni consecutivi al Ferrara Buskers Festival come artista accreditato e quest’anno è stato scelto come “invitato”. La sua formazione da autodidatta gli ha permesso di sperimentare in modo ingegnoso le potenzialità esclusive del suo strumento, per un risultato estasiante. I suoni metallici, ma caldi e delicati, affascinano gli spettatori, attratti dalle insolite musicalità della performance e si diletta nei “massaggi sonori” e nell’arte della musicoterapia. Per un vortice di sensazioni inaudite.
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PAOLO BORGHI HANG PLAYER
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